Aiutiamo la scuola!

Io ho deciso di farlo. Circa una settimana fa alla scuola dell'infanzia del Capitano e della Principessa si sono svolte le elezioni dei rappresentanti di classe ed io, nonostante il parere contrario di molti (marito compreso), ho deciso di candidarmi. Il mio non vuole essere un gesto di autolesionismo né di eroismo, alla fine, ho accettato di svolgere un compito che molti ritengono inutile e superfluo. Ho voluto farlo innanzitutto perché voglio vedere da vicino, dal dentro, come stanno le cose. In tanti mi hanno detto che le cose nelle scuole pubbliche non vanno, da sola mi sono accorta che negli anni le cose sono peggiorate (ora come materiale scolastico a inizio anno dobbiamo portare anche carta igienica e scottex): i soldi che mettono le istituzioni sono sempre meno e quelli che devono tirare fuori i genitori sempre di piu'. Ma tutto questo volevo vederlo da vicino, volevo misurarlo in prima persona. Capisco in parte anche il pensiero di quelle mamme che dicono "la scuola è pubblica, già paghiamo un sacco di tasse e non abbiamo nessun servizio, mi rifiuto di pagare/prestare aiuto/perdere tempo ancora e ancora". Il principio di per sé è giustissimo, ma qui bisogna scendere dal piedistallo e capire che se non ci sono soldi, non ci sono. Il governo continua a tagliare insegnanti, fondi, materiale, lavori di ristrutturazioni sulle scuole e continuerà a farlo certamente per diverso tempo, quindi l'unico modo direi, per assicurare ai nostri figli, una scuola degna di nome, è scendere in campo, mettersi in pista, inventarsi qualcosa, per aiutarla a finanziarsi.
La mia prima proposta è stata quella di istituire un mercatino, durante una famosissima Fiera che si svolge in autunno nel nostro paese. L'idea è quella di far creare alle mamme disponibili e che si mettono in gioco come me (perchè non possiamo obbligare nessuno...) piccoli oggetti fatti a mano da vendere per ricavare qualche soldino. Ovviamente come in tutte le cose ci sono genitori super disponibili (si contano sulle dita di una mano), genitori disponibili fino a un certo punto e genitori che se ne sbattono altamente.  Anni fa mi sarei incavolata seriamente per questo, avrei sbattuto la porta dicendo "visto che molti se ne fregano, perchè io mi devo scervellare tanto per trovare un po' di tempo da dedicare alla scuola? Me ne frego anche io!" Ora no. Non so se sono io che con l'età ho acquisito piu' buon senso o piu' imbecillaggine oppure se semplicemente ho capito che tanto le cose non cambiano. Ci saranno sempre genitori vip (come li definisco io) che mai si sporcheranno le mani, che mai metteranno davanti al principio la realtà, quindi è inutile arrabbiarsi tanto. Io faccio perchè mi piace farlo, perchè voglio farlo, perchè in pochi lo fanno, perchè un giorno potro' dire ai miei figli "le istituzioni non sono state in grado di comprarvi le tende per le finestre della scuola, ci ha pensato la mamma". D'altronde credo che anche questo sia tempo ben speso,  non tanto con i figli, ma per i figli.

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