Sei diventata grande.

Io che ti ho sempre voluto grande.
Ho sperato che arrivasse presto il momento in cui ti saresti messa a camminare da sola,
tu che hai voluto camminare con la mano fino ai tredici mesi e mettevi a dura prova la resistenza della mia schiena.

Io che ho sempre sperato avidamente arrivasse presto quel giorno in cui ti saresti coricata da sola nel tuo letto e ti saresti addormentata senza costringermi a darti la mano e leggerti favole (a volte anche manuali di istruzioni perché il tempo è tiranno e spesso bisogna prendere due piccioni con una fava) finchè non ti fossi abbandonata nel sonno profondo.

Io che tante volte ho sbuffato e mi sono arrabbiata quando al mattino per portarti all'asilo, anche all'ultimo anno, mi facevi perdere un sacco di tempo e arrivare tardi in ufficio.
Tu che ti attaccavi alla gamba, volevi stare in spalla, piangevi e volevi che rimanessi con te.

Quante volte ho desiderato quel giorno in cui te ne saresti entrata da sola a scuola senza piangere e senza caricarmi di rimorsi.

E così è successo: sei diventata grande.

E' successo, mentre quotidianamente ti pettinavo i capelli con quelle acconciature che non ti piacevano mai e speravo arrivasse presto quel giorno in cui ti saresti pettinata da sola.

E' successo, mentre mi chiamavi mille e mille volte "mamma guarda! mamma vieni giu' con me? mamma mi accompagni?" e io alle volte facevo finta di non sentirti e desideravo arrivasse il giorno in cui saresti uscita da sola in cortile lasciandomi sbrigare le cose di casa senza essere continuamente interrotta.

E' successo quando sillabando lettera per lettera volevi che restassi sul divano accanto a te, mentre, a soli 5 anni, mi leggevi un libro.

E' successo, mentre mi affidavo ai consigli di una neuropsichiatra, per cercare di capire quel tuo animo sensibile, quei tuoi pianti, quella tua "voglia di mamma".

Io che ero così desiderosa di vederti grande, indipendente...
Volevo che il tempo passasse, per scoprire come saresti stata; sperando che non assomigliassi a me, ma a tuo padre, per il suo ottimismo, per le sue risate facili, per il suo andare d'accordo con tutti.
E invece eccoti qui, molto piu' simile a me, di quanto pensassi, di quanto desiderassi.
Con i tuoi giorni cupi,
con il tuo fare attento e preciso in tutto cio' che fai,
con la tua parlantina da adulta,
con i tuoi scatti di ira che si mescolano a pazze risate.

E così, mentre osservavo il tempo passare, alla ricerca di una bambina grande, quella bambina è cresciuta, diventando semplicemente se stessa.

Io che ti ho sempre caricato di responsabilità, di compiti.

Io che ho sempre preteso molto da te, forse perché femmina, forse perché volevo ti abituassi fin da subito a capire che le donne in genere, in quanto tali, non hanno vita facile;
o forse solo perché il tuo carattere docile e accondiscendente mi permetteva di farlo senza andare incontro a discussioni.
 
Io che ti ho sempre spronato a far da sola, a cadere e rialzarti senza bisogno di una mano che ti aiutasse a farlo.
 
Io che ho sempre lasciato che le arrabbiature, i pianti, i capricci, passassero da soli anziché aiutarti a farli passare, magari con una coccola o un abbraccio.
 
Io che ti ho visto salutare le tue maestre d'asilo,
ti ho visto acquistare convinta il tuo primo zaino di scuola,
ti vedo quotidianamente spiegare ai tuoi fratelli (anche a quello piu' grande) argomenti da adulti,
ti controllo, mentre varchi sicura e convinta il cancello della scuola, e adesso sono io a doverti chiedere di fare un passo indietro e venirmi a dare un bacio,
ti ascolto quando mi rimproveri per come faccio male le cose, secondo i tuoi canoni di perfezione,
ti vedo costantemente salvare cavallette e affezionarti a piccole ranocchie,
ti guardo quando ogni giorno riponi ordinatamente i tuoi giochi, i tuoi libri, i tuoi colori,
ti aspetto mentre vai dai sola in bicicletta fino a casa della nonna,
ti sorprendo mentre mi rubi i trucchi, le scarpe con il tacco, gli smalti,
ti ascolto mentre, convinta mi dici che da grande prenderai una stella cadente, la venderai e con i soldi guadagnati ti comprerai un negozio di vestiti e scarpe.
 
Io che, sperando che il tempo passasse in fretta, sono sempre stata con te (anche se distratta nel cercarti diversa), con quella bambina che era già grande.

E adesso che ti ho trovata, andremo avanti, senza guardare l'orologio, il calendario e le stagioni passare, ma vivremo semplicemente. Perché oggi è già ieri e il domani ha fretta di arrivare.
 
Buon cammino, piccolo grande amore mio!
 

 

Commenti

Anonimo ha detto…
Bellissime emozioni! Sei una mamma speciale! Ciao
Beatrice

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