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Visualizzazione dei post con l'etichetta I loro grandi concetti

Un taccuino per ricordare

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Siccome, come ha ricordato la prof. a mio figlio, questo periodo verrà scritto sui libri di storia, e noi ne siamo protagonisti, per non dimenticare abbiamo deciso di creare un taccuino in cui, quando ci va, scriviamo quello ci passa per la testa. Annotiamo: - quello che abbiamo fatto durante l'ora d'aria che ci è concessa, - i compiti creativi in mezzo a un mare di schede ed esercizi sui libri - l'esperimento di una nuova ricetta - un film guardato tutti insieme nel lettone - una poesia - pensieri in libertà - disegni Abbiamo preso un semplice quadernino rimasto tra quelli non utilizzati per la scuola e abbiamo abbellito la copertina utilizzando disegni dei bambini e ritagli di quotidiani. Chissà cosa penseremo un giorno quando lo andremo a sfogliare...

Compleanno ai tempi del Covid19

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Oggi è il 21 marzo, primo giorno di primavera e giorno del tuo compleanno. Di un anno particolare però, perché il 2020 ci tiene chiusi in casa, in standby, senza darci segnali di speranza per il futuro. Siamo chiusi tra quattro mura, senza sport, senza musica, senza scuola, senza lavoro, da troppo tempo ormai.  Certo, è un'occasione per stare insieme, per fermarci, per riscoprire il valore delle piccole cose, ma stiamo anche scoprendo come 90 metri quadrati di appartamento possano risultare strettini per cinque persone con età e caratteri diversi. I giorni sembrano tutti uguali e se ogni tanto non buttassi l'occhio sul calendario mi sarei probabilmente dimenticata di questo giorno. Mi sento la protagonista di un film:tutto troppo irreale, silenzioso, lontano da ciò conosciamo, per essere vero. Sono qui, sola. Davanti a me un cestino di fragole e qualche uova. Sebbene stia attenta, si vede che faccio troppo rumore perché arrivi tu e mi chiedi cosa sto facendo. Ti dico che, nonos...

Sei diventata grande.

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Io che ti ho sempre voluto grande. Ho sperato che arrivasse presto il momento in cui ti saresti messa a camminare da sola, tu che hai voluto camminare con la mano fino ai tredici mesi e mettevi a dura prova la resistenza della mia schiena. Io che ho sempre sperato avidamente arrivasse presto quel giorno in cui ti saresti coricata da sola nel tuo letto e ti saresti addormentata senza costringermi a darti la mano e leggerti favole (a volte anche manuali di istruzioni perché il tempo è tiranno e spesso bisogna prendere due piccioni con una fava) finchè non ti fossi abbandonata nel sonno profondo. Io che tante volte ho sbuffato e mi sono arrabbiata quando al mattino per portarti all'asilo, anche all'ultimo anno, mi facevi perdere un sacco di tempo e arrivare tardi in ufficio. Tu che ti attaccavi alla gamba, volevi stare in spalla, piangevi e volevi che rimanessi con te. Quante volte ho desiderato quel giorno in cui te ne saresti entrata da sola a...

La nostra gestione alternata

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Tante volte mi chiedo come vivano e cosa pensino i nostri figli di questa nostra gestione "alternata" . Non credo di averne mai parlato, ma io e papà Orso abbiamo deciso, fin dall'arrivo del Capitano, che i nostri figli non avrebbero frequentato il nido (una scelta obbligata anche dal fatto che dove abitiamo il nido non esiste) e che avremmo fatto in modo e maniera di poter gestire i bimbi da soli. E così è stato, da sempre e per tutti e tre. Io lavoro la mattina, mentre mio marito è casa e si occupa dei bimbi. Al pomeriggio i ruoli si invertono. Ne consegue che da un lato i bimbi non vengono sballatoti per andare al nido a pochi mesi di vita, nè vengono affidati ad una persona estranea. Ne consegue che possono godere sia della figura materna che della figura paterna in egual misura, ma loro, con i loro occhietti, vedranno questi lati positivi? Capiranno la nostra scelta? Perchè purtroppo ci sono anche dei lati negativi: del tipo che non riusciamo mai a fare un pasto tut...

Siamo nella fase "mamma ma quando muori?"

Non so come, nè perchè nelle ultime settimane al Capitano sia venuto in mente che la mamma e il papà possono morire. Non è successa nessuna disgrazia in casa, nè tantomeno a scuola (mi sono confidata con la sua maestra), cio' nonostante quasi ogni giorno mi chiede " mamma, ma tu quando muori?" " e dove vai?" " e io?"......e giu' lacrime. Ebbene sì perchè sotto quel corpicino ossuto e dietro a quella maschera da "io sono il capo, io comando, io sono forte" si nasconde un cuore davvero tenero e un animo davvero sensibile. Il Capitano è proprio il tipo da non cercare abbracci, coccole o baci (con il suo comportamento anzi il piu' delle volte rischia di allontare questi gesti), ma se tu gli schiocchi un bacio in fronte, gli fai una carezza sulla testa, lo prendi in spalla (nonostante i 7 anni) e lo stringi forte forte, puoi notare (se stai bene attento, perchè la cosa dura giusto un paio di millesimi di secondi) la sua bocca allungarsi, ...